stamattina è partita una ragazza giapponese a cui mi sono molto
affezionata. Una presenza gentile, delicata, sempre disponibile,
sorridente, di quelle che non sembra quasi vero che possano esistere.
Invece esiste, è vera ed è buona davvero. Forse di persone così
genuinamente buone ne ho incontrate solo una o due nella vita...sempre
così riservata, direi in punta di piedi. E' stata la mia compagna di
pranzi e cene qui dentro, non ci mettevamo d'accordo, ma finivamo a
stare in cucina sempre alla stessa ora e il bello era parlare di tutto,
dalla politica in Italia alle usanze giapponesi fino al tiramisù.
Ha
provato a cercare lavoro qui, ma non lo ha trovato. Laureata in
statistica, ma dal carattere troppo delicato credo, troppo gentile per
l'aggressività richiesta durante i colloqui nelle grandi aziende.
Lavorava come tutor part time alla UCL, ma le restava giusto un mese da
fare. E poi l'anno prossimo le scade il passaporto e comunque adora
questo residence che, non c'è speranza, a Luglio sarà chiuso. Il problema
è che ha sempre studiato all'estero, perchè i suoi genitori viaggiavano
per lavoro e non è abituata alle tradizioni del Giappone. Ce le ha
raccontate una sera, tutti gli inchini che devono fare, le infinite regole nello
scrivere una lettera formale, il modo di chiudere la porta durante un
colloquio di lavoro o di parlare con i genitori. E ci diceva che lì
guardano con un certo pregiudizio alle persone che hanno vissuto a lungo
all'estero, non vedendone il valore, ma solo il fatto che essendo stati
via per tanto tempo non ne condividono più le abitudini e le tradizioni. Il
Giappone è un paese tremendamente tradizionale, nonostante la modernità e
i robot. Ma forse i robot se li sono fatti proprio a immagine e
somiglianza. Insomma, torna a casa non volendo tornare, con la sensazione di essere una straniera nel suo stesso paese.
Più tardi la malinconia sarà passata e poi c'è Skype e ormai dovrei essere
abituata alle assenze. Però stavolta non è tanto il dialogo che mi
mancherà, ma la presenza sorridente.
Quella certezza del buonumore, della stabilità e di una parola
gentile in ogni caso. Baci,
la ale